giovedì 14 ottobre 2010

La fiducia - di Kalu Rinpoche

La fiducia permette di imboccare il sentiero e di proseguirlo energicamente È un atteggiamento che nasce inizialmente dalla comprensione delle qualità dei Tre gioielli. 
Quando sentiamo parlare del buddha e dell'illuminazione, comprendiamo le qualità positive del dharma, e quali benefici possiamo trarre dalla sua pratica, ci rendiamo anche conto dell'aiuto che in essa può giungere dal sangha, la comunità di coloro che trasmettono e praticano il dharma.
A questo punto in noi nascono la fiducia e l'aspirazione.
Ci sono tre forme principali di fiducia "la fiducia dell'ammirazione" o "della stupefazione " che accompagna la scoperta delle qualità del buddha e dei Tre gioielli, "la fiducia dell'aspirazione", che e fondata sulla forma di fiducia precedente, e che è l'aspirazione a camminare verso l'illuminazione, e "la fiducia della certezza", che si manifesta quando, con la pratica, acquisia mo un'autentica esperienza della venta degli insegnamenti
Così, dunque, il sentiero comincia sulla base di una certa fiducia nei Tre gioielli siamo stupefatti e ispirati dalla possibilità dell'illuminazione e dalla scoperta delle sue caratteristiche, o semplicemente dalla possibilità di un progresso spirituale Allora ci auspichiamo di poter andare oltre di saperne di più, e sebbene ancora non sappiamo se l'insegnamento che ascoltiamo sia giusto o no, già intravediamo le sue qualità e ne apprezziamo il valore, e qui che nasce la "fiducia dell'ammirazione", chiamata anche "della stupefazione" o "dell'ispirazione", ossia la forma iniziale di fiducia
Da questa prima forma di fiducia prendiamo coraggio, e tentiamo un primo passo sulla via.
Appena la porta del dharma si dischiude, ci rendiamo conto di quanto siano vendici certi suoi aspetti, e la nostra sicurezza aumenta.
A questo punto dentro di noi si manifesta un'aspirazione al risveglio uno slancio maggiore verso l'insegnamento, verso il buddha, verso il dharma, ed è questa la seconda forma di fiducia "la fiducia dell aspirazione".
L'illuminazione, lo stato di buddha diventa allora il nostro scopo, e il dharma diventa il mezzo per conseguirlo. In seguilo la profondità della pratica arricchisce progressivamente la nostra comprensione, e invece di limitarci a pensare che lo stato di buddha e l'insegnamento siano qualcosa di utile e meraviglioso, e ad aspirare a praticarli, assaggiamo direttamente e veramente i benefici che ne derivano, scoprendo ora in modo sperimentale quanto siano giusti e autentici. C'è insomma, una diretta verifica della loro veridicità. Questa e la terza forma di fiducia "la fiducia della certezza".

mercoledì 13 ottobre 2010

I principi del Dharma di Lama Geshe Gedun Tharchin

Volevo condividere con voi questa nota pubblicata oggi, di Lama Geshe Gedun Tharchin, in quanto l'ho trovata veramente interessante:

"..è importante condividere questo valore con generosita', con altruismo in un’attitudine che potenzia il proprio sviluppo; la condivisione e' il metodo con cui accrescere ogni qualita' in se stessi, risponde alla natura interdipendente, alla legge di causa effetto, ma per poterlo fare e' necessario innanzitutto riconoscerlo, e cio' non e' affatto facile, - come individuarlo dunque' Il valore e i principi coincidono, il valore umano e' la dignita', e' tutti i principi di vita che costituiscono una risorsa indispensabile alla stabilita' mentale e che in questo contesto sono il Dharma, parola sanscrita intraducibile; riconoscere il proprio valore e' riconoscere il Dharma, non come entita' esterna, ma in se stessi, un impegno veramente arduo, attuabile solo tramite la meditazione, la riflessione, la contemplazione.Verificando il proprio cuore sara' possibile riconoscere il proprio Dharma, ma cos’e' questo cuore' certamente non ci si riferisce a quello fisico, bensi' all’attitudine spirituale di amore e compassione, il piu' elevato significato nell’esistenza umana.Non e' facile discernere in se stessi il Dharma, non si tratta di avvertire le emozioni in tutta la loro potenza, di seguire sentimenti effimeri, si tratta di amore vero, autentico, stabile, e' il principio della propria vita, la dignita', e deve necessariamente essere condiviso con gli altri in ogni momento e in tutte le ordinarie attivita' quotidiane.Cosa sono l’amore e la compassione universali' non certamente il sentimento che proviamo nei confronti delle persone care, vanno ben oltre, sono una realta' solida, genuina, duratura, gia' presente in ognuno di noi, dobbiamo soltanto discernerne i segnali e nutrirla, farla crescere.Noi siamo costantemente turbati dalla sofferenza, dai dispiaceri, dai dubbi, dall’insoddisfazione, dal rancore, dall’attaccamento, poiche' non abbiamo ancora realizzato in noi stessi l’amore universale e la generosita' altruistica, dunque l’insoddisfazione incessante che ci sfinisce non e' causata dalla mancanza di oggetti materiali, dalla impossibilita' di realizzare i desideri mondani, bensi' dall’assenza di amore e compassione.Non pretendiamo di possedere la perfezione dell’amore di Dio o di Buddha, e' sufficiente sviluppare il nostro piccolo amore umano, purche' sia puro, altruistico, disinteressato, disponibile, dobbiamo abbandonare la rincorsa affannosa e quasi esclusiva verso gli oggetti mondani, poiche' in questo modo incrementiamo e rafforziamo soltanto la frustrazione di desideri futili e regolarmente inappagabili.La nostra vita e' nella natura di sofferenza, e amore e compassione sono l’elemento essenziale che vi imprime un senso profondo, altrimenti tutto sarebbe davvero inutile e sprecato nell’illusione.La sofferenza e' inevitabile, ogni istante ne e' impregnato, dobbiamo semplicemente imparare a vederla, a meditarla, malgrado l’attitudine mondana della societa' moderna suggerisca esattamente il contrario, escogiti ogni mezzo per evitarla e inventi oggetti sempre piu' sofisticati utili a stordirsi, ignorando che questo e' il metodo sicuro per affondare sempre piu' nelle sabbie mobili della sofferenza stessa.E’ invece importante esercitarsi quotidianamente ad osservare la sofferenza, a scavare in se stessi, e ogni sera fermarsi a contare, ad analizzarne la quantita', le tipologie, sapendo che questo e' la difficolta' fondamentale dell’umanita'.Oggi si investiga minuziosamente nei molteplici campi della scienza, ma nessuno vuole affrontare seriamente una ricerca sull’infelicita' che pure e' la causa prima di ogni problema nella condizione umana, la medicina moderna ad esempio rivolge spasmodicamente ogni energia per nascondere, per negare l’esistenza del dolore, e in questo modo l’aumenta a dismisura. La malattia fa paura a tutti, ma non serve a nulla nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, dobbiamo accoglierla come parte della vita, cosi' come la morte.Ognuno deve compiere questa ricerca in se stesso, non e' possibile meditare sulla sofferenza altrui, e' necessario osservarla nella profondita' del proprio essere.Una domanda essenziale che dobbiamo porci e': “Perche' l’amore e la compassione sono importanti'” - “Per darci ricchezze e beni'” - No, affatto, in quanto la vita e' natura stessa di sofferenza e soltanto l’amore e la compassione sono in grado di rendere gioiosa questa innata condizione.E' sbagliato considerare la sofferenza come evento esclusivamente negativo, frutto del peccato; qualsiasi azione e' permeata da insoddisfazione, da malattie sempre piu' misteriose e diffuse, da pene immense e dunque dobbiamo affrontare questa realta' consapevolmente, vivendo ogni istante di vita pienamente, accogliendone il senso profondo, sapendo che e' preziosa occasione di crescita.Non servono a nulla le sovrastrutture, le etichette dietro cui si barricano le confessioni religiose, l’unico messaggio autentico di Buddha, di Cristo, di Dio, e' amore e compassione.Esiste un ulteriore motivo che imprime la natura di sofferenza alla vita, ed e' l’impermanenza di tutte le cose.E’ un errore comune e grave quello di proiettare le proprie paure e i desideri su un futuro ignoto, temere l’inferno e aspirare al paradiso. L’inferno e il paradiso sono gia' qui, questa e' la nostra opportunita' per comprendere, per vivere pienamente, cosa avverra' dopo la morte nessuno lo sa e non ha importanza, cio' che conta e' non sprecare la meravigliosa opportunita' della vita presente e concreta.Riconoscere la natura di impermanenza della realta' e' fondamentale, tutto e' impermanente, noi sprechiamo l’intera esistenza per rincorrere le ricchezze, il denaro, illudendoci che questo sia il senso della vita, ma in un solo istante tutto svanisce, il nostro stesso corpo e' fragilissimo.La principale causa di sofferenza e' ritenere che cio' che appare ai nostri sensi sia permanente, mentre ogni evento si trasforma, vola via in un soffio, si e' appena nati e gia' si comincia a morire. L’attaccamento a queste illusioni e' innaturale e per questo soffriamo, la nostra vera natura e' dare, condividere con compassione, con amore universale, tutti siamo allo stesso livello, non c’e' ragione di alimentare emozioni distruttive quali l’invidia, la gelosia, la rabbia, l’attaccamento, ogni essere e' immerso nell’identica condizione di sofferenza.Non dobbiamo meditare per raggiungere l’illuminazione o il nirva'na il piu' presto possibile, ma piuttosto fermare il pensiero, giorno e notte, sulla sofferenza dell’umanita' che tutto permea in assoluta equanimita' e sviluppare autentici amore e compassione, cosi' e' stata la vita di Gesu' Cristo, di Buddha, di San Francesco e di tanti altri. Questo significa trasformare la vita nei principi e nel valore del Dharma.La morte e resurrezione del Cristo rappresenta la sofferenza dell’umanita', la vita e' sofferenza, e' chiarissimo e immenso il messaggio del crocifisso anche se purtroppo molti cristiani, chiusi in una visione fanatica, lo fraintendono non comprendendone l’essenza vasta e completa.E' fondamentale e magnifico meditare sul significato profondo della passione, crocifissione e resurrezione di Gesu' Cristo, i tre elementi fondamentali del cristianesimo. La sofferenza si trasfigura nella resurrezione, nel paradiso, nella purezza, il dolore si tramuta in amore; il meccanismo e' questo, non si tratta di miracoli lontani, di magia, di sublimazioni, mostra in completezza assoluta la realta' della natura di sofferenza della vita umana e si trasforma nella natura amorevole della compassione; dalla croce alla resurrezione.E’ essenziale meditare consapevolmente e incessantemente sulla natura di sofferenza della vita e sull’impermanenza della realta' sapendo che tutto e' uguale, perfettamente equanime, perche' ignorare questo significa andare incontro a tragedie ben piu' devastanti, ad esempio i terremoti ci sono sempre stati sulla terra, ma ora a causa dell’avidita', degli interessi del mercato, quando accadono provocano un’infinita' di morti. Un tempo in Tibet si viveva in una tenda con qualche yak e capra, serenamente, e quando succedeva un terremoto nessuno si faceva male, ora invece morte edistruzione sono incalcolabili, le case mal costruite crollano seppellendo tutto. Questo e' soltanto un piccolo esempio, ma tutto il comportamento umano egocentrico e insensato sta provocando danni inimmaginabili.

lunedì 11 ottobre 2010

I sogni: Gli insegnamenti in sogno

Nella tradizione tibetana esistono numerosi esempi di praticanti che hanno ricevuto insegnamenti in sogno. Spesso i sogni vengono in una sequenza, in cui il sogno di una notte comincia dove era finito quello delta notte precedente, trasmettendo in questo modo insegnamenti interi e dettagliati, fino a raggiungere un punto di completamento preciso e coerente, dove il sogno si ferma. Volumi di insegnamenti sono stati 'scoperti' in questo modo, comprese molte delle pratiche che i tibetani hanno fatto per secoli. Questo è quello che chiamiamo 'tesoro della mente' (gong-ter).
Immaginate di entrare in una grotta e di trovarvi nascosto un volume di insegnamenti. Questa scoperta avviene in uno spazio fisico. I tesori della mente si trovano nella coscienza piuttosto che nel mondo fisico. I maestri sono quelli che ritrovano tali tesori, nei sogni della chiarezza e da svegli. Per ricevete questi tipi di insegnamenti in sogno il praticante deve avere sviluppato certe capacità, come quella di stabilizzarsi nella coscienza senza identificarsi con il sé convenzionale. II praticante la cui chiarezza non è oscurata dalle tracce karmiche e dai sogni samsarici ha accesso alla saggezza intrinseca nella coscienza stessa.
Gli insegnamenti autentici scoperti in sogno non provengono dall'intelletto. Non è come andare in biblioteca, fare una ricerca e poi scrivere un libro, usando l'intelletto per raccogliere e sintetizzare informazioni, come potrebbe farlo uno studioso. Sebbene dall'intelletto provengano molti buoni insegnamenti, questi non sono considerati tesori della mente. La saggezza dei buddha è auto-originata, nascente dalle profondità della coscienza, completa in se stessa. Ciò non significa che i tesori della mente non assomiglieranno agli insegnamenti già esistenti. Inoltre, insegnamenti simili si possono trovare in diverse culture e diversi periodi storici, anche se non sono venuti in contatto l'uno con l'altro. Gli storici lavorano per collocare un insegnamento nel tempo, per dimostrare quanto sia stato influenzato da un altro simile, dove avvenne la connessione storica, e cosi via, e spesso trovano questi legami, Ma la verità soggiacente questi insegnamenti è che sorgono spontaneamente dagli esseri umani, quando raggiungono un certo punto nel loro sviluppo individuale. Gli insegnamenti sono intrinseci alla saggezza fondamentale, alla cui essenza ogni cultura può accedere. Non sono solo insegnamenti buddhisti o bòn, sono insegnamenti per tutti gli esseri umani.
Se abbiamo il karma per aiutare altri esseri, gli insegnamenti provenienti da un sogno possono essere benefici per loro, Ma può anche darsi il caso, se per esempio abbiamo una connessione karmica con un certo lignaggio, che siano particolarmente rivolti alla nostra pratica, magari come rimedio specifico per superare un particolare ostacolo.

I sogni: Uso dei sogni

II massimo valore dei sogni si esplica nel contesto del cammino spirituale. I sogni stessi possono essere usati come una pratica spirituale. Possono anche fornire le esperienze che motivano una persona a entrare nel sentiero. Inoltre, possono essere un mezzo per discriminare se la pratica è fatta o no correttamente, quanto progresso c'è stato e dove c'è bisogno di attenzione.
Spesso è il caso che prima di dare un insegnamento elevato, il maestro aspetti che il discepolo abbia un sogno indicante che è pronto a ricevete tale insegnamento. Altri sogni possono dimostrare che lo studente ha compiuto una certa pratica, e, dopo aver udito il sogno, il maestro può concludere che è arrivato il momento dì cambiare.
Similmente, se prestiamo attenzione ai sogni, possiamo valutare la nostra stessa maturità nella pratica. A volte da svegli pensiamo di stare andando abbastanza bene, ma poi nel sonno troviamo che almeno qualche parte di noi è ancora molto confusa o bloccata nella negatività. Questo non deve essere un motivo di scoraggiamento. È un beneficio quando diversi aspetti della mente si manifestano in sogno e ci indicano dove dobbiamo lavorare, per progredire. D'altra parte, quando la pratica diventa molto potente, i suoi risultati si manifestano in sogno, infondendoci fiducia nei nostri sforzi.

venerdì 8 ottobre 2010

I sogni: Tre tipi di sogni

Esistono tre tipi di sogni, che nella pratica formano una progressione, anche se non esatta:
1) sogni samsarici ordinari;
2) sogni della chiarezza;
3) sogni della chiara luce.
I primi due si distìnguano perche hanno cause diverse, e in ciascuno la persona che sogna può essere lucida o no. Nei sogni della chiara luce c'è coscienza, ma non c'è la dicotomia soggetto-oggetto. I sogni della chiara luce avvengono nella coscienza non-duale.

I   SOGNI   SAMSARICI
I sogni che in generale abbiamo più spesso sono i sogni samsarici, che sorgono dalle tracce karmiche. Il significato che troviamo in questi sogni è il significato che noi stessi vi proiettiamo, è attribuito dalla persona che sogna, più che essere intrinseco al sogno. Questo è anche il caso dei significati nella vita da svegli. Ciò non priva i sogni significativi della loro importanza, più di quanto privi i significati della nostra vita da svegli della loro importanza. E' un processo simile alla lettura di un libro. Un libro consiste solo in segni sulla carta, ma poiché noi attribuiamo loro un significato, ne ricaviamo un significato. E il significato di un libro, come quello di un sogno, è soggetto a interpretazione. Due persone possono leggere lo stesso libro e averne esperienze totalmente diverse; una persona può cambiare tutta la suo vita basandosi sul senso che ha trovato in quelle pagine, mentre un suo amico può trovare il libro solo superficialmente interessante, o neanche quello. Il libro non è cambiato. Il significato è proiettato sulle parole dal lettore, e poi letto.

I   SOGNI   DELLA   CHIAREZZA
Man mano che si progredisce nella pratica del sogno, i sogni diventano più chiari e dettagliati, e se ne ricorda sempre di più. Questo è il risultato dell'aver portato una maggiore consapevolezza nello stato di sogno. Oltre a questa maggiore consapevolezza nei sogni ordinari, esiste un altro tipo dì sogni, i sogni della chiarezza, che sorgono quando la mente e il piana sono equilibrati e la persona che sogna ho sviluppato la capacità di rimanere nella presenza non-duale. A differenza dei sogni samsarici, in cui la mente è trascinata qua e là dal prana karmico, nei sogni della chiarezza la persona che sogna è stabile. Sebbene sorgano immagini e informazioni, queste sono basate meno su tracce karmiche personali e contengono invece una conoscenza direttamente disponibile a un livello dì coscienza sottostante a quello del sé convenzionale. Ciò è analogo alle differenze tra il prana karmico ruvido del canale bianco, che è connesso alle emozioni negative, e il prana della saggezza del canale rosso. Proprio come entrambi sono prana karmico, energie coinvolte nell' esperienza dualistica, ma una è più pura e meno soggetta all'illusione dell'altra, così i sogni della chiarezza sono più puri e meno soggetti all'illusione dei sogni samsarici. Nei sogni della chiarezza è come se qualcosa venisse dato alla persona che sogna o da lei trovato, contrariamente a quanto avviene nei sogni samsarici, il cui significato è proiettato dalla persona che sogna sulla purezza dell'esperienza fondamentale.
Sogni della chiarezza possono sorgere occasionalmente in chiunque, ma non sono comuni fino a che la pratica non si sviluppa e diventa stabile. La maggior parte di noi ha solo sogni samsarici basati sulla vira di rutti i giorni e sulle emozioni. Anche se può capitarci di avere un sogno riguardante l'insegnamento, i nostri maestri, la pratica, i buddha o le dakini, questo sogno è sempre, probabilmente, sarruarico. Se facciamo pratica con un maestro, ciò naturalmente si rifletterà nei sogni. È una cosa positiva, perché significa che siamo impegnati nell'insegnamento, ma l'impegno in sè è dualistico, e perciò appartiene al regno del samsora. Ci sono aspetti migliori e peggiori del samsara, ed essere completamente dedicati alla pratica e agli uisegnamend e fra i migliori, perche quella e la via per la liberazione. Ma è positivo anche non scambiare i sogni samsarici per sogni della chiarezza.
Se commettiamo l'errore di credere che i sogni samsarici ci stiano offrendo una guida reale, allora giorno per giorno cercheremo di modificare la nostra vita seguendo i dettami dei sogni, e questo può diventare un lavoro a tempo pieno. È anche un modo di rimanere fissati sul proprio dramma personale, credendo che tutti i nostri sogni siano messaggi provenienti da una fonte superiore, più spirituale. Non è così: dobbiamo prestare grande attenzione ai sogni e sviluppare la comprensione di quali hanno significato e quali sono solo la manifestazione di emozioni, desideri, paure, speranze e fantasie della natura vita quoiidiana.

I SOGNI DELLA CHIARA LUCE
Esiste un terzo tipo di sogni, che si ha quando si è avanti sul sentiero; i sogni della chiara luce. Questi sogni sorgono dal prana primordiale del canale centrale. In genere si parla di chiara luce negli insegnamenti riguardanti lo yoga del sonno, indicando così uno stato libero da sogni, pensieri e immagini, ma esiste anche un tipo di sogni della chiara luce in cui la persona che sogna è nella natura della mente. Non è un risultato facile da ottenere: il praticante deve essere molto stabile nella coscienza non-duale, prima che sorgano i sogni della chiara luce. Gyalshen Milu Samleg, autore di importanti commentari ai Tantra Madre, scrisse che egli stesso praticò costantemente per nove anni prima di incominciare ad avete sogni della chiara luce.
Sviluppare la capacità di avere sogni della chiara luce è come sviluppare la capacità di rimanere nella presenza non-duale del rigpa durante il giorno. Inizialmente, rigpa e pensiero sembrano differenti; sembra che nell'esperienza del rigpa non ci siano pensieri, e se questi sorgono ci distraiamo e perdiamo il rigpa. Ma quando sviluppiamo la stabilità nel rigpa i pensieri semplicemente sorgono e si dissolvono senza oscurarlo minimamente, e il praticante rimane nella coscienza non-duale. E' una situazione simile a quando si impara a suonare il tamburo e la campana insieme, nelle pratiche rituali: all'inizio riusciamo a suonarne solo uno alla volta. Se suoniamo la campana perdiamo il ritmo del tumburo, e viceversa, ma dopo un certo tempo riusciamo a suonarli tutti e due contemporaneamente.
I sogni della chiara luce non sono la stessa cosa dei sogni della chiarezza che, anche se sorgono da aspetti profondi e relativamente puri della mente e sono generati da tracce karmiche positive, avvengono ancora nel dualismo. I sogni della chiara luce, anche se emergono dalle tracce karmiche del passato, non hanno come risultato l'esperienza dualistica. Il praticante non si ricostituisce come un soggetto osservante in relazione al sogno come oggetto, né come soggetto nel mondo dei sogni, ma dimora totalmente integrato nel rigpa non-duale. Le differenze tra i tre tipi di sogni possono sembrare sottili. I sogni samsarici sorgono dalle emozioni e dalle tracce karmiche individuali, e tutto il loro contenuto é formato da quelle tracce ed emozioni. I sogni della chiarezza portano in se una conoscenza più obiettivo, che sorge dalle tracce karmiche collettive ed é alla portata della coscienza, quando questa non e imprigionata nelle traccce karmiche personali. La coscienza allora non è limitata da spazio, tempo e storia personale, e la persona che sogna può incontrare esseri reali, ricevere insegnamenti da veri maestri e trovare informazioni utili agli altri e a se stessa.
I sogni della chiara luce non sono definiti dal loro contenuto, ma sono tali perché non c'è un soggetto che sogna o un ego relativo al sogno, né un sé in rapporto dualistico col sogno o col suo contenuto. Sebbene il sogno sorga, è un'attività della mente che non disturba la stabilità del praticante nella chiara luce.

I sogni: Come sorge il sogno

Quando un indivìduo non è ancora realizzato la sua vera natura è oscurata dall'ignoranza di base, che fa sorgere la mente concettuale.
Intrappolata nella visione dualistica, la mente concettuale divide l'unita inscindibile dell'esperienza in entità concettuali e poi si riferisce a queste proiezioni mentali come se avessero un'esistenza intrinseca, come esseri e cose separati. Il dualismo primario divide l'esperienza in sé e altro, e dall'identificazione con un solo aspetto dell'esperienza, il sé, si sviluppano le preferenze. Ciò risulta nel sorgere di avversione e desiderio, che divengono la base delle azioni fìsiche e mentali.
Queste azioni (karma) lasciano le loro tracce nella mente individuale, sotto forma di tendenze condizionate, che creano ulteriore attaccamento e avversione, che a loro volta producono nuove tracce karmiche, e così via. Questo è il ciclo del karma che si autoperpetua.
Durante il sonno la mente è isolata dal mondo dei sensi. Le tracce karmiche, solitamente stimolate dalle cause secondarie necessarie per la loro manifestazione, hanno una forza o energia, che è il prana karmico. Come il cavallo e il cavaliere dell'analogia, la mente 'cavalca' il prana karmico, guidandolo nel centro energetico del corpo collegato alla traccia karmica attivata: in parole povere, la coscienza si concentra in un particolare chakra.
In questa interazione di mente, energia e significato, la coscienza illumina le tracce karmiche e le qualità del regno che vi è associato, e ne è a sua volta influenzata. Il prana karmico è l'energia del sogno, la sua forza vitale, mentre la mente è ciò che intesse le manifestazioni specifiche delle tracce karmiche (colore, luce, emozioni e immagini) nella storia significativa che è il sogno.
Questo è il processo che risulta nel sogno samsarico.


i post del "I sogni" sono tratti da : LO YOGA TIBETANO DEL SOGNO E DEL SONNO di Tenzin Wangyal Rinpoche

giovedì 7 ottobre 2010

La felicità

Non cercate la felicità attraverso lo sforzo e la volontà.
Essa è già presente qui e ora,
nell’apertura al rilassamento e al lasciar andare.
Non sforzatevi, non c’è proprio niente da fare o da non fare.
Qualunque cosa si manifesti nel corpo e nella mente
non ha alcuna importanza, perché non ha alcuna realtà sostanziale.
Perché dunque identificarcisi ed attaccarvisi?
Perché giudicarla e giudicare sè stessi?
E’ molto meglio semplicemente lasciare che l’intero gioco accada da solo,
avanti e indietro come le onde, senza manipolare e cambiare nulla,
notando come tutto scompaia e riappaia,
continuamente, magicamente, senza una fine.
Solo la nostra ricerca della felicità ci impedisce di vederla.
E’ come inseguire un arcobaleno senza poterlo prendere.
Sebbene non esista, esso è sempre lì
e ci accompagna continuamente.
Non dovete credere alla realtà delle esperienze,
buone o cattive; anche esse sono come arcobaleni.
Volendo afferrare l’inafferrabile ci si esaurisce invano.
Nel momento in cui ci si apre e si abbandona la presa,
si manifesta uno spazio infinito, aperto, invitante e confortevole.
Fate uso di questa spaziosità, questa libertà e questa agiatezza naturale.
Tutto quanto è già vostro, non cercate più.
Non vi addentrate più nella giungla inestricabile
cercando il grande elefante risvegliato, quando esso riposa
tranquillamente a casa, davanti al vostro cuore.
Niente da fare o non fare, niente da forzare
niente da volere, niente che manchi.
Meraviglioso!
Tutto accade da sé, facilmente e liberamente!